Sarnath, la lezione di Buddha

June 20, 2016

 

Viaggio in India del Nord. Dintorni di Varanasi.

 

A pochi chilometri da Varanasi un importante luogo di culto buddista.

 

Lascio la sacralità induista di Varanasi e mi reco a Sarnath, il fulcro del buddismo, che raggiungo in circa mezz’ora di auto. Due luoghi di pellegrinaggio così vicini eppure così diversi ma ugualmente sacri e appassionanti. Sarnath è il luogo dove il Buddha, dopo aver raggiunto l’illuminazione a Bodh Gaya in Bihar, tenne il suo primo discorso, riunì i suoi primi discepoli e presentò al mondo il suo insegnamento di pace. Gauthama Buddha visse nella foresta circostante sotto forma di cervo e perciò tale luogo ha preso il nome di Sarnath, abbreviazione del termine Saranganatha che significa appunto Signore dei Cervi. Questo ha reso Sarnath un luogo popolarissimo di pellegrinaggio per più di mille anni (dal III° al XIII° secolo a.C.). Una tradizione monastica prosperò per oltre 1.500 anni sul sito del parco dei cervi a Sarnath. L'ultimo e il più grande monastero costruito prima dell'invasione musulmana fu il Dharma-Chakar-Jina Vihar, eretto da Kumardevi, moglie di re Govinda Chandra, che regnava su Benares durante 1114 al 1154.

 

Poi, nel 1194 d.C., il conquistatore musulmano Qutubuddin Aibak rase al suolo Sarnath e sotto i suoi detriti rimasero sepolte preziose rovine. La città venne riscoperta nuovamente da un archeologo inglese nel 1834. Lungo la strada principale, il Chaukhandi Stupa che testimonia il luogo dove il Buddha incontrò i cinque uomini che erano stati suoi compagni di austerità; essi lo derisero trovandolo normale e ben nutrito e pensarono che si fosse allontanato dalla ascesi. Ma il Buddha rispose: "L’austerità confonde la mente. Nella stanchezza e torpore mentale a cui essa conduce, non si possono capire le cose ordinarie della vita, ancor meno la verità che sta al di là dei sensi. Rinunciando al lusso e all'ascetismo. ho scoperto la Via di Mezzo ". Ascoltando ciò i cinque asceti divennero i primi seguaci del Buddha. Buddha svelò le Quattro Nobili Verità: 1)  la sofferenza; 2) la sofferenza ha una causa; 3) la causa è rimovibile 4) ci sono modi per rimuovere le cause. Perciò egli ha prescritto un ottuplice sentiero per porre fine alla sofferenza e giungere all’illuminazione: parola, retta azione, corretto sostentamento, retto sforzo, retta consapevolezza, concentrazione giusta, giusto atteggiamento e retta visione.

 

Dopo il gruppo di rovine tra cui quelle del Dharmarajika Stupa  probabilmente del IV secolo a.C., i cui scavi fecero emergere reliquie funebri, oggetti in oro e pietre preziose, incontro lo stupa più grande di Sarnath, proprio al confine del parco dei cervi, il luogo dove Buddha tenne il suo primo sermone. E’ il Dhamekha stupa, il cui nome pare essere una forma distorta della parola “dharmacakra”, che vuol dire “girare la ruota del Dhrama”, ovvero la ruota della legge che simboleggia il samsara (il mondo), il cerchio eterno dell'esistenza che va sempre avanti, con la vita dopo la vita, attraverso il desiderio. Questo stupa, del VI° secolo, è una torre cilindrica di 30 metri di diametro e di 35 in altezza con il tronco decorato da motivi floreali di epoca Gupta, geometrici e di figure umane e otto nicchie che forse conservavano le immagini di Buddha.  

 

Nel Parco dei cervi, dietro il Monastero, l’albero dell’illuminazioe dove Buddha tenne la prima lezione ai suoi discepoli. L’albero nacque da una talea di ficus religiosa che alcuni pellegrini presero in Sri Lanka da un albero che a sua volta era nato da talee di quello di Bodhi Gaya in Bihar.

Accanto al Monastero, uno dei luoghi più interessanti di Sarnath, il Museo Archeologico che ospita arte buddista ed è situato in un edificio costruito nei primi anni di questo secolo. All’interno, opere prodotte dalla intensa attività artistica che caratterizzò Sarnath prima di essere distrutta. Uno tra gli articoli più interessanti è il Lion Capital (un tempo collocato nel Main Shrine di cui oggi vediamo solo i resti) del periodo di Ashoka (III° secolo a.C.), l’imperatore indu che si convertì al buddismo, periodo in cui molti pilastri con simboli buddisti venivano eretti nei luoghi religiosamente più significativi del regno. Questo capitello è formato da quattro leoni  seduti a guardare i quatro puni cardinali e di quattro ruote che rappresentano la legge del Dharma (Dharmachakra) e ricordano che il Buddha ha messo in movimento la ruota mostrando alla gente la strada per la verità e l’illuminazione. Questo simbolo è stato scelto dall’India come emblema della Repubblica e lo si trova su tutti i documenti ufficali e sulla valuta.

 

Nella stessa camera un’altro Buddha chiamato “Buddha che prega la legge” , seduto, con i suoi discepoli ed il cervo, che prega la legge del Dharma ed indica la ruota che gira.

Le sculture del Buddha del periodo Kushan (II° sec. a.C) lo raffigurano con abiti fluenti  e gioielli. Qui è presente l’essenza della filosofia buddista: Buddha, con gli occhi semichiusi. sta meditando e rivela tutta la sua forza interiore che domina ogni emozione perciò assente dal suo viso. L’aureola intorno alla testa denota che la sua forza è il solo significato della vera liberazione. La fluidità del suo vestito simboleggia l’importanza della semplicità. Buddha pensava che la conquista del desiderio materiale è la sola strada per arrivare alla felicità.  Egli è spesso raffigurato con le mani tese in segno di rassicurazione e benedizione.

Lascio questo luogo dalla santa atmosfera di preghiere, fiori e incensi, pensando a quanto oggi ci sarebbe bisogno di ricordare le parole del Buddha.

 

Come arrivare a Sarnath

In aereo: Varanasi è il più vicino aeroporto per voli domestici ben collegato alle principali città indiane.

In treno: Molti treni collegano Varanasi a Sarnath

In auto/bus: da Varanasi sono circa 10 km.

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