I magnifici templi di Khajuraho

October 5, 2016

 

Se fate un viaggio in India centrale, non perdete Khajuraho.

Isolata, in una piccola pianura del Madhya Pradesh, Khajuraho è lì almeno da un certo periodo che corre tra la metà del X° e la metà dell’ XI° secolo, da quando fu capitale dei Chandela, un clan Rajput del Bundel Khan, al cui mecenatismo si deve tutta la sua beltà architettonica, come anche testimonia un certo numero di iscrizioni sulla pietra. La leggenda racconta di una bellissima ragazza che stava facendo il bagno nel fiume Gange, sotto la luce della luna. Lei era così bella che quando la luna la vide se ne innamorò e venne giù sulla terra. La luna e la ragazza fecero l’amore e lei rimase incinta. Tutto il villaggio sapeva che la fanciulla era ancora vergine quindi lei cosa avrebbe potuto raccontare? La luna le disse allora di lasciare il suo paese per andare verso una precisa direzione che la luna le indicò; li sarebbe nato il figlio della luna capostipite della dinastia Chandela. In India, infatti, Chanda vuol dire luna. Per questo si dice che la dinastia dei Chandela derivi dalla Luna. Apparentemente abbandonata, Khajuraho venne scoperta nel 1838 da T.S. Burt, un giovane ufficiale inglese. Egli, dei sette grandi diwalas (templi) che trovò, espressamente scrisse che, pur nella bellezza dell’intaglio dell’artista, trovava indecente ed offensivo il lavoro di alcuni scultori. Burt, che vide le erotiche sculture di alcuni templi di Khajuraho, non sapeva che nulla di osato ed immorale vi era in quelle posizioni così particolari e quasi divine che trovavano la loro origine nel Kamasutra, un antico testo sanscrito sull’arte dell’amore. Ed è questo che ancora oggi di Khajuraho attira visitatori da tutto il mondo: la dolcezza di queste figure, tutt’altro che volgari, particolarmente sensuali, che trasmettono le emozioni che sembrano vivere. Degli 80 templi costruiti oggi ne restano solo 25. Il villaggio di Khajuraho è stato diviso in due aree in cui si trovano i grandi gruppi di templi. Il gruppo occidentale è totalmente indù e vanta alcuni dei migliori esempi di alta arte Chandela. Questo gruppo di templi è racchiuso in una zona protetta sulla strada principale accanto al lago Sagar Shiv. E’ su alcuni di questi templi che si trovano intatte le perfette sculture erotiche.

 

Ogni templio è diverso dall’altro anche se tutti sono accomunati da caratteristiche tipiche dell’ architettura dell’India centrale; ogni templio è infatti costruito sopra una piattaforma alta molti metri dal suolo e comprende un portico d'ingresso, un corridoio (mandap) e una sala sovrastati da tetti piraimidali riccamente scolpiti e composti da diversi strati orizzontali; vi è inoltre un sanctum (garbha griha), sovrastato da un tetto di pietre a torre conica, (anche 30 metri di altezza) composto da torri in miniatura o shikharas (pinnacoli) che enfatizzano la verticalità e sono caratterizzati dagli astratti disegni delle finestre chaitya. Il sanctum è la parte più importante perchè ospita la statua della divintà cui il tempio è dedicato.

 

Il tempio delle 64 yogini o manifestazioni della dea Madre, collocato a sud-ovest del gruppo occidentale dei templi e forse risalente al IX° secolo (quindi il pù antico), è invece contraddistinto da un impianto particolare, considerato che trattasi di 64 celle per immagini di culto distribuite intorno ad un cortile aperto rettangolare. Le iscrizioni rupestri testimoniano che tale tempio, probabilmente del 900 d.c. e purtroppo ora in rovina, è stato sede di rituali tantrici, atti a dare poteri straordinari, e che sarebbero stati praticati fino al XVI° secolo.

Il gruppo orientale comprende due templi storici Jain insieme ad altri santuari ricostruiti e mantenuti dalla comunità giainista.

 

Khajurao è un luogo tranquillo, isolato dalla frenesia delle città ed ancora tiene fede al suo nome che significa “villaggio delle palme” (Khajur=palma).

 

Come arrivare a Khajuraho: 

Khajuraho dispone di un aeroporto nazionale. Si può raggiungere comodamente in auto e dista da Orccha o Jhansi (180 Km. e circa 4 ore).

 

Testo by PassoinIndia

 

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